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  • Avv. Paola Corte

Prodotti "zero deforestazione": guida al nuovo Reg. UE

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Nuovo regolamento sulla "deforestazione zero"

Nell’ambito delle politiche di sostenibilità promosse dall’UE, il 5 dicembre 2022 è stato approvato il nuovo regolamento per ridurre al minimo il disboscamento e il degrado forestale imputabili all'Unione Europea e a tutelare la biodiversità.

  1. Le sei materie prime a filiera "deforestation free"

  2. La due diligence a carico degli operatori

  3. La dichiarazione richiesta agli operatori

  4. Sanzioni per i prodotti non conformi

  5. I prossimi passi

1. Le sei materie prime a filiera "deforestation free"

Sei materie prime: soia, manzo, olio di palma, legno, cacao e caffè) e alcuni loro derivati, quali pelle, cioccolato e mobili non contribuiranno più alla deforestazione e al degrado forestale nell'UE e nel resto del mondo. Questi prodotti potranno infatti essere immessi sul mercato dell'Unione solo se prodotti lecitamente (secondo le norme vigenti nel paese d'origine) e "a disboscamento zero".

“Deforestation free” significa che le materie prime e i prodotti derivati, compresi quelli utilizzati o contenuti nei prodotti pertinenti, sono stati prodotti su terreni che non sono stati soggetti a deforestazione. La “cut off date” stabilita come base di riferimento per determinare se un terreno sia stato soggetto a deforestazione indicata nella proposta è il 31 dicembre 2020.

2. La due diligence a carico degli operatori

La Commissione gestirà un sistema di analisi comparativa con il quale valuterà livello di rischio di deforestazione e degrado forestale di ciascun paese o parte di paese, attribuendo un rischio basso, standard o elevato, e tenendo conto anche dell'espansione agricola per la produzione delle sette materie prime e dei prodotti derivati. Gli obblighi delle imprese dipenderanno dal livello di rischio.

Le nuove norme impongono agli operatori che immettono sul mercato dell'UE le materie prime o i prodotti interessati di esercitare una due diligence per garantire che questi:

a) non siano stati prodotti su terreni oggetto di disboscamento o degrado dopo il 31 dicembre 2020;

b) siano stati prodotti nel rispetto della normativa del paese di produzione.

Se una delle due condizioni non è rispettata i prodotti non potranno essere immessi sul mercato dell'UE.

3. La dichiarazione richiesta agli operatori

Gli operatori saranno tenuti a inserire in un sistema di informazione europeo una dichiarazione nella quale attestano di aver esercitato la due diligence, e che i prodotti da loro immessi sul mercato sono conformi alle norme UE. Questa dichiarazione conterrà anche informazioni essenziali per il monitoraggio, nello specifico le coordinate geografiche dei terreni agricoli di coltivazione delle materie prime.

4. Sanzioni per i prodotti non conformi

E’ previsto che gli stati membri stabiliscano sanzioni proporzionate, efficaci e dissuasive. L’importo massimo delle sanzioni non potrà essere inferiore al 4% del fatturato annuale dell’azienda. Sono inoltre previsti in capo alle autorità ampi poteri in merito ai prodotti non conformi a queste nuove regole.

5. I prossimi passi

Il nuovo regolamento dovrà ora essere formalmente adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima di poter entrare in vigore; gli operatori e i commercianti avranno poi 18 mesi per attuare le nuove norme. Le micro e piccole imprese avranno a disposizione un periodo di adattamento più lungo e beneficeranno di altre disposizioni specifiche.

 

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